Come possono i geodati contribuire alla protezione del suolo?
I suoli sono una delle più importanti basi di produzione nell’agricoltura e, in quanto tali, vanno gestiti in modo sostenibile.
Carta del rischio di erosione dei terreni coltivi della Svizzera realizzata con un reticolo a celle di 2x2 metri sulla base di SwissALTI3D e dei dati cantonali sulle superfici riguardanti i terreni coltivi (stato 2021). È riportato il potenziale rischio di erosione qualitativo. La valutazione complessiva viene classificata in uno dei tre livelli di pericolo (nessun pericolo, pericolo, pericolo elevato), senza considerare l'utilizzo o il tipo di gestione del suolo. La perdita di suolo media pluriennale è calcolata basandosi sulla Universal Soil Loss Equation (USLE).
Link alla mappa: map.geo.admin.ch
Evento attuale legato a questa tematica
L’evento specialistico dedicato alla fertilità del suolo e alla rigenerazione/miglioramento del suolo nell’area germanofona.
Dal 02.06 al 05.06.2026 a Berna, Gurten (Svizzera)
SWISS NO-TILL è un’associazione svizzera che promuove un’agricoltura rispettosa del suolo, basata sul principio del No-Till (semina diretta), vale a dire un sistema agricolo in cui il terreno viene lavorato il meno possibile, se non addirittura per nulla. Le colture vengono seminate direttamente nel suolo esistente o nei residui delle coltivazioni precedenti, al fine di preservarne la fertilità e limitare problemi quali erosione, compattazione del terreno e perdita di humus.
Fondata nel 1995 con il nome di IG NO-TILL e trasformata in associazione nel 2000, l’organizzazione mira a promuovere la semina diretta, favorire lo scambio di esperienze tra agricoltori, diffondere conoscenze e sviluppare pratiche agricole sostenibili e rispettose del suolo.
Il tema è inoltre rilevante per le geodati e il monitoraggio ambientale, poiché riguarda aspetti quali il monitoraggio del suolo, l’adattamento ai cambiamenti climatici, lo stoccaggio del carbonio nel terreno, la protezione dall’erosione e la gestione sostenibile del territorio. Nel 2025 SWISS NO-TILL ha celebrato il suo 30° anniversario e si definisce una piattaforma di conoscenza dedicata al suolo con il motto:
Il suolo non ha una lobby.
Prospettiva agricola:
Il suolo è considerato un ecosistema vivente da proteggere grazie a una lavorazione minima o assente del terreno, a una copertura permanente del suolo e a rotazioni colturali diversificate. L’obiettivo è migliorare l’humus, la biodiversità, la capacità di ritenzione idrica e limitare l’erosione.
Prospettiva climatica:
Il No-Till è legato a problematiche quali lo stoccaggio di CO₂ nei suoli, la resistenza alla siccità e agli eventi di pioggia intensa. Una questione centrale riguarda il modo in cui questi benefici, in particolare l’aumento dell’humus, possano essere misurati e dimostrati.
Prospettiva dei dati sul suolo:
Numerose istituzioni svizzere (UFAG, UFAM, Agroscope, cantoni, NABO ecc.) producono dati relativi ai suoli, all’erosione, alle superfici agricole o alla qualità del terreno, che possono essere combinati per comprendere meglio gli effetti delle pratiche agricole.
Prospettiva geodati:
Geodati quali modelli altimetrici, ortofoto, uso del suolo e mappe del rischio di erosione permettono di analizzare dove determinate pratiche agricole siano più adatte, dove i rischi siano maggiori e come i paesaggi evolvano nel tempo.
Prospettiva degli spazi di dati e dei registri:
L’idea consiste nel collegare i dati di agricoltori, cantoni, uffici federali, ricercatori e attori economici in sistemi interoperabili, al fine di dimostrare in modo affidabile che un’agricoltura sostenibile venga realmente praticata.
Prospettiva internazionale:
Queste tematiche si inseriscono in politiche più ampie, come il Green Deal europeo, la PAC (Politica Agricola Comune) o il Carbon Farming, nell’ambito delle quali gli agricoltori potrebbero essere remunerati per il carbonio immagazzinato nel suolo.
No-Till rappresenta un esempio utile per mostrare che le future infrastrutture di geodati non cercheranno più soltanto di rispondere alla domanda «Dove si trova qualcosa?», ma anche a «Come evolve un ecosistema nel tempo?», collegando agricoltura, clima, suolo, biodiversità e dati.


